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Tutto McLaren - L'angolo del Professor
2002

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GP del Giappone 2002

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Fra le polemiche della vigilia relative alle modifiche da apportare in F.1 per rendere in qualche modo più interessante le competizioni, si è corso l’ultimo G. P. stagionale a Suzuka, confermando che nulla è cambiato, né poteva essere altrimenti.

Lo strapotere Ferrari forse non ha precedenti nella storia di questo sport, anche perché non si vede come in poco tempo possano essere colmati i divari abissali rispetto ai Team concorrenti.

Le svariate, ed a volte cervellotiche, ipotesi di Ecclestone e Mosley mi sembrano puerili quando non antisportive ( paradossale la zavorra proporzionale ai risultati, come le corse ad handicap dei cavalli ! ), mentre più interessanti quelle di Villeneuve ed altri per il ritorno alle gomme slick, naturalmente a sezione maggiorata.

Non varierei invece la motoristica, né obbligherei un’aerodinamica standardizzata, in quanto frustrerebbero la genialità progettuale, come del resto ridicola sarebbe la rotazione piloti a meno di separare, come nel remoto passato, il pilota dalla vettura: in altre parole, Fangio, solo per porre un esempio, nei primi anni di carriera era libero di accordarsi o di acquistarsi la vettura che preferiva ( entro certi limiti che in questa sede non è il caso di approfondire ), come del resto non vi era un numero prefissato e "stretto" ( solo due vetture ) di mezzi della stessa marca in gara.

Ferrari potrebbe avere l’interesse a produrre tante vetture scelte dai vari Team e, come lei, le altre Case automobilistiche.

Dal punto di vista tecnologico, ma anche e soprattutto dell’agonismo sportivo, gli attuali 11 Team sono troppi in quanto, a parte i primi tre o quattro, gli altri producono "vuoti a perdere" frustrando fra l’altro le capacità professionali dei singoli piloti: il Campionato mondiale più importante non si intitola proprio a loro? Ai Piloti?

Noto inoltre una certa diminuzione ( già più volte accennata anche in questa rubrica ) relativa alla percentuale di influenza esercitata dal conduttore: sappiamo che ciò è dovuto in gran parte all'elettronica, ma anche in generale ad una normativa permissiva in molti aspetti progettuali e rigida in altri.

Si corre infatti il rischio di trasformare i piloti in giocatori di playstation, naturalmente col dovuto rispetto alla sicurezza loro e del pubblico.

Penso inoltre che una certa analogia fra la F.1 e le vetture stradali debba comunque rimanere: perché vietare a tale categoria un dispositivo in uso ovunque come l’ABS e permettere invece la telemetria bidirezionale? Al limite, affinando la stessa, il pilota potrebbe essere solo un robot, comandato dalla "consolle" del Team!

In casa McLaren questa volta è andata bene a Raikkonen, ma i motori che si rompono ( qui come in Williams, Renault, Jordan, Bar e via dicendo ) suscitano sempre una brutta impressione, specie se costituiscono una costante presente in quasi tutti i G.P.

E le Rosse a rallentare dopo aver stracciato tutti nel primo terzo di gara: dove andremo a parare?

Ora, se non vi saranno progetti globalmente innovativi nei principali Team, si corre veramente il rischio di correre una Campionato monomarca e monopilota. Passi, si fa per dire, per la prima soluzione ( ma con almeno 5/6 vetture competitive in pista ), mai per la seconda.

Lo sport, da qualsiasi parte si esamini, è competizione e, da questa, deriva lo spettacolo che entusiasma gli appassionati o che solo susciti qualche interesse: oggi non vi è nulla di tutto questo, riducendosi la gara ad una parata valida ( ma fino a quando? ) solo per gli sponsor che evidenziano le loro scritte per circa 90 minuti.

Vergognosa infine la regia giapponese monopolizzata sulla vettura di Sato alla faccia della dignità di tutti gli altri Piloti e Team.

Avanzo una proposta per il Sito: una sorta di Forum, aperto a tutti naturalmente, per suggerire, od anche solo per dialogare, soluzioni possibili sul grave problema incombente.

Gradisco come sempre le vostre lettere che mi auguro continuare anche e soprattutto a Campionato concluso.

A tutto voi, cari Amici, i più sinceri e cordiali saluti ed auguri.

Fabrizio Pasquali

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