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Tutto McLaren - L'angolo del Professor
2002

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GP di San Marino 2002

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E venne il giorno del sorpasso! Naturalmente mi riferisco a quello compiuto da Button ai danni di Coulthard e credo che il fatto sia assai spiacevole per tutti noi.

Proprio in questa rubrica avevo paventato questa assurda anomalia: McLaren ha i propri rivali nei Team di seconda fascia, non certo in Ferrari e Williams che appartengono invece ad un altro pianeta.

Ad essere ancora più precisi, la gara odierna ha evidenziato inoltre un consistente vantaggio della F2002 su ogni altra vettura, tanto che un buon professionista ( ma nulla più di tale ) come Barrichello è riuscito a tenere comodamente a bada il duo Williams senza per altro compiere una performance da storia dell’automobilismo.

E’ inutile nasconderci dietro un dito: l’attuale F.1 soprattutto ( ma anche nel passato le cose non erano molto dissimili, solo che rimanevano patrimonio degli addetti ai lavori ) è progetto complessivo. Non può esistere separazione fra telaio, propulsore e pneumatici ( e se esiste in pratica è causa di gravi conseguenze ), dato che la massa in movimento è una sola.

Può sembrare questo un concetto tanto scontato da divenire banale, ma verosimilmente molti team non lo mettono in pratica; passi per quelli che si battono in situazioni congiunturali difficili e limitate, mentre vanno a mio avviso bacchettati altri che, per ragioni che non posso conoscere, hanno seguito politiche diverse.

Siamo in McLaren e quindi parliamone, cercando di sviscerare per quanto possibile il male oscuro che la perseguita. E’ mai possibile che le sospensioni posteriori vengano modificate al quarto appuntamento per adattarle a Michelin? Dove si trovavano " i gommisti " lo scorso inverno ( o anche prima ) durante la fase progettuale complessiva? O, se adottiamo un’altra angolazione, non era possibile prevedere la diversità tecnica Bridgestone/Michelin e comportarsi di conseguenza sin dall’inizio lavori? E Mercedes, quando ha modificato completamente il suo propulsore verosimilmente sposando i progetti Ferrari/BMW, non ha valutato gli accorgimenti che i citati propulsori attuano per raggiungere i livelli di potenza che li rendono competitivi? Ed infine, ( e vado indietro di qualche anno ) se il propulsore della Jordan risultava essere ( al banco prova ) il più generoso in fatto di "cavalleria", perché non arrivavano le vittorie?

Ho sempre ritenuto inutile ricercare attenuanti o procrastinare nel tempo speranze illusorie, portatrici solo di rabbie postume: mi pare che sia ragionevole e conveniente prendere atto delle situazione ( anche Ferrari è stato un team a secco per lunghi periodi ), riconoscere che l’attuale vettura non rappresenta nulla di importante in F.1 e cominciare fin da ora il progetto 2003. Naturalmente vanno onorati gli impegni presi e quindi partecipare con il massimo impegno e dignità alle prossime numerose competizioni ( ricordiamoci che siamo solo all’inizio del Campionato ), tentando semmai di attivare qualche pacchetto migliorativo, ma non credo si possano nutrire illusioni tali da pensare ad una resurrezione sia pure graduale.

Si è visto, oggi, che la stessa Williams era in difficoltà su un circuito abbastanza complesso, ma non impossibile come Imola e Coulthard, impietosamente doppiato a tanti giri dalla fine, ha sottolineato il "gap" incolmabile in corso d’opera.

Penso sia utile per tutti evidenziare qualche aspetto tecnico: mi pare che, anche dalle riprese televisive, sia stato chiaro a tutti come la F2002 affrontasse le asperità del circuito ( cordoli, frenate, accelerazioni, salite e discese etc. ) adattandosi alle stesse come nessun altro mezzo in gara. Williams ha sì motore, ma una guidabilità più difficile evidenziata benissimo dalla camera car sulla vettura di Montoya. Insisto nel non voler scindere l’incidenza delle gomme diverse dalla prestazione generale: è possibile pensare che con Bridgestone, più adattabile ai cordoli ed alle curve d’appoggio, Ralf avrebbe potuto dare più battaglia, ma è voler sposare un concetto errato alla base. I singoli team hanno scelto ancora l’anno scorso i loro "gommisti", il resto è pura ed inutile accademia, discussione banale da "Bar dello Sport".

McLaren si trova in una situazione che presenta due difficoltà unite in un sinergismo negativo: monta pneumatici assolutamente inadatti al proprio telaio ( che , come si è detto più volte, è rigido e compatto con poco gioco torsionale ) e viene spinta da un propulsore complessivamente modesto, e, forse non affidabilissimo ( il ritiro di Raikkonen oggi conferma quella recente mania di perfezionismo elettronico che tanto è costata ad Hakkinen lo scorso anno ), per cui mi pare si possa dire che i particolari hanno assorbito forse più intelligenza progettuale del generale.

Dato che la politica di Newey & Co. è quella di ripartire sempre da un foglio bianco, personalmente andrei già in cartoleria domattina, senza stracciarmi le vesti, ma soprattutto portandomi appresso tecnici qualificati firmati Mercedes e Michelin.

Fa veramente male essere sottoposti a facili ironie riguardanti il mega motorhome arcimiliardario che avrebbe sottratto denaro per la costruzione di una vettura più competitiva: è di cattivo gusto chi beffeggia in tal senso, ma la situazione si presta purtroppo a fin troppo facili critiche.

Un caro saluto amici, restiamo vicini al Team perché è proprio in questi momenti che la passione sportiva viene messa alla prova e" tutti hanno bisogno di tutti".

Con simpatia,

Fabrizio Pasquali

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