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Tutto McLaren - L'angolo del Professor
2002

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GP del Brasile 2002

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Non sono solito consolarmi con le disgrazie altrui, né tantomeno augurarle a chicchessia, anche al rivale più scomodo od antipatico.

Cari amici, concedetemi questo breve esordio, non certo per ergermi a moralista, quanto per sottolineare un lato tecnico-agonistico relativo al Gran Premio del Brasile conclusosi da poche ore: il terzo posto di Coulthard, pur graditissimo, è fondamentalmente conseguenza non tanto di una brillante performance del simpatico pilota scozzese, quanto della rottura di Barrichello e delle "stranezze" commesse alla partenza da Montoya che, fotocopiando il noto cambio di direzione tipico di Michael Schumacher quando si trova in "pole", ha compromesso irrimediabilmente la propria gara.

D’altra parte l’ordine di arrivo è di per sé eloquente: Ferrari e Williams in mezzo secondo dopo oltre 300 Km e McLaren ad un minuto. Questa è la drammatica realtà già vista in Australia ed a Sepang. Il fatto che un pilota titolato come D.C. concluda il G.P. con soli cinque secondi su Button, testimonia quanto già detto due settimane or sono: bisogna guardarsi da Renault e lottare per ottenere la terza piazza Costruttori.

Proviamo quindi analizzare l’andamento della gara allo scopo di sottolinearne alcuni aspetti tecnici: qualche nota positiva può venire in fatto di affidabilità del gruppo cambio/differenziale; la rottura di Raikkonen ( per altro avvenuta nelle fasi finali ) riguarda una sospensione posteriore e, conoscendo Interlagos con il suo fondo sconnesso, i bruschi cambi di pendenza trasversali, la serie di curve kartistiche della parte centrale, i cordoli a corto raggio, può complessivamente anche essere giustificata. I motori, verosimilmente della serie Australia e Malesia, hanno complessivamente "tenuto" malgrado l’alta temperatura esterna e Michelin non sembra aver dato particolari problemi di "rodaggio"; resta comunque il fatto più importante: oggi la vettura subisce quasi un secondo a giro da Ferrari e Williams, il resto conta ben poco.

Ricordate la chiusura del mio commento a Sepang? Bisogna prendere atto degli errori progettuali commessi e cercare soluzioni a breve e medio termine approfittando del ritorno del Circus in Europa. Come? Proviamo ad esporre qualche idea alla luce di quanto è stato visto fino ad oggi.

Telaio: la maggior rigidità del progetto 2002, specie se associato a Michelin, va rivisto, cercando di modificare le sospensioni anteriori e posteriori allo scopo di adattarle meglio alle torsioni cui è soggetto il mezzo nelle curve a media/alta velocità. In tal modo, anche usufruendo di un propulsore meno potente, si può guadagnare "sul guidato" e, se le modifiche risultassero efficaci, si potrebbe tentare una diminuzione del carico alare, a tutto vantaggio della velocità di punta. Un buon vantaggio, senza immaginare rivoluzioni, utopistiche a breve, può essere ottenuto dall’ottimizzazione del sistema frenante ( se più efficace consentirebbe staccate posticipate ) e del controllo elettronico della trazione ( magari azzardando in questo caso maggior rilascio di potenza in curva per arrivare ad aprire il gas quasi in regime di coppia massima: si aggiornerebbe la vecchia tecnica manuale di accelerare in curva mantenendo parzialmente frenata la vettura con l’uso di entrambi i piedi ). Questi accorgimenti consentono, specie in percorsi molto guidati, a vetture sport meno potenti, ma più agili, di battersi alla pari con la "cavalleria pesante": copiare soluzioni intelligenti da altre categorie automobilistiche, in molti casi, non solo è lecito, ma auspicabile.

Per quanto riguarda il propulsore, non so quanto margine vi sia nel progetto: bisognerebbe conoscere per lo meno i dati essenziali del nuovo 90° per capire dove intervenire. Non è possibile "in corso d’opera" variare le geometrie essenziali, ma, a titolo esemplificativo, lavorare sulla testata sì, anche a livello dimensionamento valvole, apertura delle stesse, alimentazione, compressione e scoppio, anticipo, regolazione dell’elettronica e pneumatica etc.

Con l’umiltà nel lavorare a 360° allo scopo di ottenere anche modesti miglioramenti in ogni componente del mezzo, si potrebbe arrivare a risultati anche discreti: la coppia Newey/Illien è di prima caratura, Dennis viene dalla "gavetta", conosce i trucchi tecnici del mestiere, sa gestire il suo Team senza farsi incantare da millantatori; insomma i presupposti per un miglioramento generale ci sono tutti.

Alla base sta comunque a mio avviso la presa di coscienza di un progetto lacunoso ed affatto competitivo, ovvero di un pericoloso passo indietro: non c’è nulla da vergognarsi se si accetta tutto ciò con il necessario realismo associato alla volontà di uscirne: i miracoli non sono di questo mondo, verosimilmente il progetto va rivisto approfonditamente , ma non sarebbe affatto scandaloso rimboccarsi le maniche e rappezzarlo fin da ora come è avvenuto l’anno scorso. Guardiamo Williams: non presenta nulla di rivoluzionario, ma tutto di ottimizzato praticamente sullo stesso progetto nell’arco di un biennio ed è in testa ai Costruttori; non mi pare male!

Ancora Buona Pasqua a tutti Voi, cari amici di McLaren: restiamo uniti e propositivi comunque.

Fabrizio Pasquali

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