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Tutto McLaren - L'angolo del Professor
2002

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GP del Canada 2002

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Cari Amici, si è concluso da poco il G.P. del Canada e con esso la prima metà del Campionato 2002: va da sé che vengano spontanee alcune riflessioni allo scopo di cercare di arrivare il più vicino possibile al punto della situazione.

Anzitutto va sottolineato che "qualcosa è cambiato", anche e soprattutto in casa McLaren: se Monaco infatti andava considerato un G.P. prestigioso, ma tecnicamente anomalo, specie per le attuali caratteristiche delle vetture di F.1, Montreal si presentava invece come un circuito non molto dissimile ( anche se parzialmente stradale ) dagli altri tipici di questi ultimi mondiali. Vi sono alcuni punti in cui è possibile il sorpasso, la velocità più elevata raggiungibile è di tutto rispetto, presenta tornanti e chicane visibili un po’ ovunque. Può considerarsi quindi un test significativo, anche perché si è corso in condizioni ottimali e senza importanti problemi preliminari o relativi alla gara.

Insomma tutto ( o quasi ) si è svolto come è da aspettarsi in un G.P. del 2002, compresa la "safety car" che costituisce oggi una presenza praticamente costante in gran parte delle gare.

Ciò premesso, l’ordine d’arrivo è di per sé da commentare: Michael Schumacher costretto ad amministrare il vantaggio accumulato grazie alla vettura più performante del lotto fino agli ultimi metri, aggredito da un Coulthard grintoso e preciso quanto quello visto a Monaco, capace di resistere alla supremazia tecnica della Ferrari di Barrichello e di farlo desistere negli ultimi tre giri.

Rimane naturalmente il "gap" motore/potenza, ma anche qui qualcosa è avvenuto e di positivo. Vi ricordate quando mesi fa accennavo alla possibilità di lavorare sulle testate, unica via praticabile "in corso d’opera"? Ebbene sembra che le nuove testate abbiano prodotto dei risultati accettabili, dato che i tempi in gara, con le gomme a regime, si sono dimostrati confortanti.

Non facciamoci illusioni importanti: Newey ha escluso categoricamente vittorie McLaren in qualche G.P. nel corso del 2002, salvo imprevisti favorevoli basati su "defaillance" altrui, ma ha pure stabilito l’opportunità di iniziare la necessaria rimonta già durante la corrente stagione, attraverso sviluppi nei tre settori fondamentali: motore, telaio, pneumatici. Il programma prevede infatti una sua posizione di coordinatore progettuale globale che gli consentirebbe di avere sotto di sé progettisti specifici nei vari settori, stimolati e collegati fra loro onde evitare sorprese o crescite ineguali.

La riprova appare evidente in casa Williams in cui, dopo un inizio più che incoraggiante, il super motore sembra accusare preoccupanti battute d’arresto ( qualcosa di negativo è avvertibile anche in Ferrari, specie in materia di pneumatici e l’odierno ansimante arrivo di Schumi lo conferma apertamente ). Ne consegue che anche attraverso modifiche possibili senza dover per forza cambiare totalmente il propulsore nel corrente anno ( magari avvenisse un così insperato "parto totale" ), si potrebbero ottenere due risultati confortanti: il superamento della Williams nel Campionato Costruttori e magari anche il secondo posto di Coulthard fra i "piloti". Miracoli maggiori restano a mio avviso nella sfera delle utopie, mentre il raggiungimento dei citati traguardi consentirebbe di arrivare al prossimo Campionato 2003 con un mezzo per lo meno in grado di difendersi in quasi tutti i circuiti.

Sappiamo bene che il "gap" da colmare è notevole, che Michelin si trova ad operare su più fronti con esigenze diverse e quindi non sempre in grado di offrire al singolo Team il prodotto più confacente ( al contrario di Bridgestone che praticamente lavora solo in funzione Ferrari ), che ad una crescita McLaren corrisponderà verosimilmente un’eguale crescita degli altri Team, ma si tratta di cambiare, come accennato da Newey la filosofia generale. Che piaccia o meno, l’attuale F.1 necessita di una struttura unica di progettisti "superspecializzati", di coordinamento globale relativo sia alla parte tecnica che tattico-strategico-finanziaria, di armonia e massima collaborazione fra tutti i "tasselli" di questo complesso "puzzle" il cui risultato è non solo la costruzione di una vettura performante, ma anche e soprattutto la gestione ottimale della stessa, anche attraverso risultati di affidabilità in circostanze climatico-ambientali così diverse riscontrabili nelle varie regioni del mondo ove il "Circus" presenta il suo spettacolo quindicinale.

Newey ha chiaramente espresso questo concetto, violentando anche forse un po’ sè stesso, abituato qual era a ricostruire ogni anno una sua creatura nuova: ma ciò ormai appartiene al passato, romantico ed affascinante, ma, a torto od a ragione, non più vincente.

Tanti auguri McLaren, mi piace che l’indirizzo sia stato capito e soprattutto espresso: chissà che gli ultimi due incoraggianti risultati costituiscano la tanto attesa inversione di tendenza.

Cordiali saluti a tutti voi, cari amici, e scrivetemi quando volete: è sempre gradevole ricevere la vostra corrispondenza.

Fabrizio Pasquali

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