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Tutto McLaren - L'angolo del Professor
2002

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GP della Germania 2002

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Mentre assistevo in questi giorni alle fasi preliminari del G.P. di Germania, mi ritornava alla mente il titolo di un vecchio film, un "giallo-rosa" degli anni '70 che suonava più o meno :"Chi ha interesse a sopprimere i migliori cuochi d'Europa ?" Vi condono la trama, ma non il motivo: " Perché si distruggono radicalmente i più celebri circuiti di F.1 ?".

Il nuovo tracciato di Hockenheim testimonia la volontà, più volte manifesta, di ridurre piste dalle onorate tradizioni motoristiche di prima caratura, ad anelli kartistici ( come vedremo in Ungheria fra tre settimane ) per aumentare del 50% tribune e praticabili a beneficio di un pubblico che, nella sua maggioranza, non vede praticamente nulla, partecipa per indossare una maglietta, un cappellino o sventolare una bandiera, che urla quasi fosse allo stadio, dimenticando che il pilota non vede, non sente ( per le ovvie condizioni di guida ) e quindi tutto questo tifo da corrida serve solo a sfogare chissà quali istinti personali che poco hanno a che vedere con lo sport.

La premessa, in parte tecnica ( circuito ), in parte sociologica ( identificazione, nell'immaginario collettivo, dello "sportivo" - animale rarissimo, con "il tifoso"- sempre più diffuso ), trova spazio e giustificazione specie nello sport ad alto contenuto tecnologico, ove il luogo deputato alla gara gioca un ruolo determinante per lo svolgimento della stessa, in quanto è intrinsecamente parte integrante della performance.

Ricordo a questo proposito un' intervista di anni fa con Clay Regazzoni in cui il Ticinese sottolineava come fosse ai suoi tempi squalificante per un pilota un semplice "testa-coda": se analizziamo le escursioni a prati di questo fine settimana ( prove e gara )…."non ci resta che piangere".

In effetti l'aspetto tecnico del G.P. di Germania può essere tutto riassunto in tale assurda modifica che ha costretto anche le vetture maggiormente competitive ( Ferrari ) a caricare le ali per rimanere in pista ed a condizioni limite. Non smetterò mai di sottolineare come i cordoli siano nati nei circuiti come alternativa "moderna" ai marciapiedi od ai prati; in altre parole si volle, col cordolo, dare la possibilità ad un pilota che sbagliava qualcosa di poter rimediare, salendo appunto su uno strumento che non gli sfasciasse ruote o sospensioni. Da qui a considerare dette strutture come normale fondo stradale e non solo, ma andare anche al di là degli stessi ove possibile ( nello sterrato, nell'erba, nell'asfalto di fuga ecc.) il passo è grave ed enorme.

Significa che il percorso progettato per tale vettura è sbagliato, ovvero, in alternativa, che si pretende da una F.1 prestazioni non molto dissimili in fatto di sollecitazioni a quelle rallystiche: tecnicamente assurdo e fuori filosofia.

Venendo alla descrizione di quanto è avvenuto oggi in pista, mi pare vi sia ben poco da dire: il "Pentacampione" del mondo ( come oggi i commentatori TV amano chiamare Michael Schumacher - vedremo come se la caveranno con Esa-Epta ecc. gli anni a venire ) ha fatto come al solito corsa a sé avendo la vettura assolutamente superiore a qualsiasi altra presente in pista; le due Williams hanno tenuto il passo dimostrando di essere le uniche, per lo meno in tale circuito, a poter dire qualcosa alle "Rosse"; Raikkonen, tosto e bravo in partenza, non ha potuto tappare Montoya più di tot giri; Coulthard, capita l'antifona, si è guardato bene da cercare rogne maggiori dopo le escursioni sull'erba di tutto il Coro dei partenti e non; Renault si è confermata inaffidabile; praticamente di contorno coreografico tutti gli altri Team e, non credo di aver dimenticato nulla di importante.

Mi farebbe piacere lo scoprire gli arcani problemi di Barrichello sulla "vettura perfetta", ossia come Ferrari riesca a presentare un solo esemplare di tale articolo, malgrado Rubens abbia, da questo G.P. in poi, a sua disposizione anche il muletto. Mi piacerebbe conoscere anche quali mali oscuri affliggano i suoi meccanici, dato che se anche nel Team di Maranello sono presenti errori in quanto "nessuno è perfetto", questi affliggano sempre il Brasiliano: ma la legge dei grandi numeri non dice che, ma forse sono solo riflessioni senili.

McLaren ci ha fatto sperare in Francia e soffrire in Germania: evidentemente gli "step" raggiunti non sono ancora sufficienti, non solo, ma cronometro alla mano, ritorniamo al "gap" di inizio anno o giù di lì.

Attendiamo con impazienza il nuovo cambio che unito alla revisione totale delle sospensioni posteriori dovrebbe dirci già qualcosa in Ungheria.

A tutto Voi, Cari Amici, un cordiale augurio di buone ferie, in attesa di ritrovarci di nuovo fra tre settimane a Budapest e dintorni; ma nel frattempo scrivetemi; le vostre mail, sapete benissimo, arrivano sempre gradite.

Fabrizio Pasquali

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