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Tutto McLaren - L'angolo del Professor
2002

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GP di Monaco 2002

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Per la prima volta dopo Indianapolis abbiamo potuto gustare una vittoria di grande prestigio come Monaco, tanto più importante, quanto raggiunta in virtù esclusiva di meriti propri, risultando ininfluenti le disgrazie altrui.

David Coulthard, grazie ad una partenza perfetta, frutto verosimilmente anche di un’ ottimale taratura del "launch control", ha conquistato la testa del "trenino" ed ha condotto la gara senza la minima sbavatura, pur con un mezzo che, come vedremo in seguito, è ancora probabilmente inferiore a Ferrari. La vittoria su questo circuito, anomalo, ma affascinante e vero palcoscenico di pilotaggio di precisione, esalta i piloti particolarmente tecnici e voglio ricordare ( a parte l’immenso Senna ) le cinque vittorie di Graham Hill ottenute spesso con vetture meno performanti di altre, grazie alla perfezione e freddezza di guida, doti indispensabili per evitare quella minima sbavatura che consentirebbe all’inseguitore di sorpassare, magari in modo irreversibile.

La conferma di questa tesi viene da altre considerazioni che mi premuro esporre: prendiamo la condotta di Barrichello ( solo per citare un pilota alla guida del mezzo attualmente più competitivo ); trovandosi per molti giri dietro Raikkonen, che verosimilmente era più lento del potenziale esprimibile da una Ferrari 2002, Rubens ha pensato che "fosse giusto" tamponarlo, provocando così il ritiro dell’avversario e lo "stop & go " che l’ha escluso praticamente dalla gara. Complimenti , significa che a trent’anni e dopo molte stagioni di F.1, Montecarlo deve essere ancora indigesto per molti piloti anche di Team primari ( e Frentzen lo conferma tenendolo a bada con una Arrows qualunque ).

"Debacle" Williams soprattutto dal punto di vista dell’affidabilità: Montoya viene uccellato in partenza, perde via via terreno su Coulthard, "tappando il trenino inseguitore", quando la sua vettura comincia a denunciare un calo di potenza che preluderà il cedimento dell’apparato propulsivo. Storia diversa per Ralf ( guaio ad una gomma che lo costringerà ad una sosta supplementare ), ma comunque gara incolore, a prescindere da tale forzatura. Resta il fatto comunque che dall’esame di molte frenate con blocco delle ruote anteriori, sia i piloti Williams, che presumibilmente lo stesso mezzo, non si sono dimostrati all’altezza del compito.

Dicevo all’inizio della ancora manifesta superiorità Ferrari: mi pare possa essere confermata dal recupero, in pochi giri ( fra il proprio "pit stop" e quello di David ) da parte di Michael di ben 7/8 secondi ( era questo infatti il gap al momento della sosta ), malgrado una permanenza ai box di eguale durata per entrambi i piloti. In un circuito ove la velocità risultasse determinante e possibili i sorpassi, credo che difficilmente David avrebbe vinto: ma questo , sia chiaro, rafforza ancor più i propri meriti e legittimità della prima piazza.

Resta comunque da segnalare in positivo un netto progresso di McLaren; si è detto già dell’atipicità di Monaco, dei sorpassi impossibili e via di seguito, ma, osservando l’ordine d’arrivo, ci è gradito notare che le temute Renault e C. si piazzano ad un giro dal Vincitore, malgrado il forte carico alare voluto dal Team che ha penalizzato sicuramente ancor più la velocità di punta.

Esaminando ora dati desumibili dalla "camera car" a bordo delle vettura di Coulthard, mi pare opportuno segnalare la diminuita vibrazione dell’apparato propulsore, una discreta coppia ( per altro sostenuta dalla lodevole condotta di David che puntava sempre freno e gas in curva per tenere in parte "sotto tiro " il motore ), ottimi freni ed affidabilità meccanica per tutta la durata della gara; migliorato inoltre il controllo di trazione, verosimilmente variando la sequenza degli scoppi, in modo tale da consentire una ripresa più immediata e minori strappi sul cambio.

I miracoli non si ottengono in poche settimane, per cui bisogna vedere la vettura nei circuiti tradizionali, ove le punte di velocità sono ben diverse e la potenza gioca un ruolo determinante, resta comunque questa una vittoria di ottimo auspicio per sperare in quella inversione di tendenza che tutti noi auspicavamo avvenisse quanto prima.

In attesa delle vostre gradite domande e/o osservazioni, vi saluto come sempre con la massima simpatia.

Fabrizio Pasquali

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