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Tutto McLaren - L'angolo del Professor
2003

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GP d'Australia 2003

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Carissimi Amici McLaren, anzitutto doverose scuse a tutti per la mia lunga assenza in gran parte motivata da impegni improrogabili, ma ciò che importa è il fatto che siamo ancora tutti qui e che soprattutto la ripresa del colloquio si svolge in una giornata particolarmente felice per i nostri colori.

Anno sportivo iniziato quindi con gli auspici migliori e non andiamo ad arrancare sulle molteplici circostanze che hanno determinato il risultato, dato che mi sembrano sufficientemente ripartite fra le Scuderie di rango.

Procedimo comunque con ordine: sappiamo delle modifiche anche importanti del Regolamento FIA e sappiamo come solo dopo Silverstone le stesse dovrebbero ( il condizionale in tali casi è sempre d’obbligo) andare a regime.

Finora pertanto non se ne parla se non in sede accademica in quanto non ci è dato di sapere quali vetture risulteranno maggiormente preparate alle limitazioni in fatto di elettronica che, stando a intuibili, dovrebbero essere veramente importanti solo in fatto di controllo di trazione, in quanto le trasmissioni dei dati in chiaro può venire facilmente aggirata mediante una banale e facile scelta di codici da “Radio Londra”( Seconda Guerra Mondiale ).

Limitiamoci pertanto a commentare quanto si è visto concretamente in pista a Melbourne oggi.

Allo scopo di fugare facili scuse da parte dei perdenti, possiamo affermare che le condizioni metereologiche non hanno influito particolarmente dato che praticamente tutta la gara si è svolta con pneumatici da asciutto ed allo stesso modo scarsamente rilevante si è pure dimostrata la griglia di partenza, poichè l’andamento della gara ha veramente vanificato le prove.

Premesso ciò, mi pare che si siano abbastanza compattate le prestazioni dei tre Team leader : Ferrari, Williams e McLaren non solo si sono alternati a guidare la corsa, ma hanno dimostrato tempi sul giro non così diversi come lo scorso anno o, se si vuole, come le prove.

Ma, per fugare qualche plausibile dubbio su queste, l’uso del giro secco, non è particolarmente indicativo, dato che non sempre in tali occasioni vengono rispettate le reali classifiche in fatto di performances delle vetture e dei piloti.

Per tali motivi credo che vedremo delle griglie di partenza abbastanza anomale nel corso del 2003, ma che, a regime l’eliminazione del controllo di trazione, si potrà assistere a sorpassi più frequenti e soprattutto riavrà senso la dicitura “Campionato mondiale Piloti”, dato che ultimamente anche un modesto driver alla guida di una vettura “mostre” era in grado di ben figurare: non sarà una rivoluzione totale, ma sicuramente un punto a favore del potenziale di guida sì.

Ho visto una McLaren decisamente migliorata soprattutto in fatto di tenuta di strada ed in genere di aerodinamica: forse è ancora bassina di giri, ma può essere che il propulsore sia stato prudentemente tenuto in limiti di salvaguardia e che vi siano margini per aumentarne la velocità di punta.

Insomma, con tutte le cautele di un esordio, mi pare di poter affermare che Williams e soprattutto McLaren si siano veramente avvicinate a Ferrari tanto da insidiarne quel monopolio dimostrato nell’ultimo biennio che, al di là delle simpatie personali, aveva di fatto affossato l’interesse per il Mondiale.

E mi sia consentito un elogio particolare a Coulthard meritatissimo vincitore per un solo, ma fondamentale, motivo: non ha sbagliato nulla ed è stato l’unico a guidare perfettamente dal primo all’ultimo giro ( almeno per quanto la pessima regia australiana ci ha consentito di apprezzare ).

Era da molto tempo che le super macchine ci avevano abituato a sottovalutare la perfetta guida del pilota, che escursioni a prati venivano poi corrette da macroscopiche differenze tecniche: in questa Australia 2003 chi ha sbagliato ( anche di poco ) ha pagato molto ed alludo a Montoya ( testacoda ), Raikkonen ( supero di velocità nella pit lane ) e M.Schumacher che è andato a prati danneggiando i deviatori di flusso laterali.

Insomma un G.P. un po’ all’antica ove i valori dei piloti in pista hanno fatto veramente la differenza, come al tempo in cui il minimo errore costava vittorie, quando non allori mondiali.

Brindiamo quindi a questo favorevole esordio della Scuderia e dei suoi piloti ( ottimo carattere di Raikkonen nel resistere agli attacchi di Schumacher ) e tanti auguri per lo Scozzese David, che possa magari quest’anno ricordare un mitico suo predecessore, alludo all’unico vero “Scozzese volante”, al secolo Jim Clark e…. scusate se è poco.

Fabrizio Pasquali

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