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Tutto McLaren - L'angolo del Professor
2003

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GP di Germania 2003

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Già dopo la prima curva di questo G.P. di Germania abbiamo immaginato la naturale soddisfazione di Michael Schumacher che, nelle sventure altrui, vedeva consolidarsi il suo primato nella classifica mondiale piloti e da qui una corsa semplice, a controllare le Renault ed aspettando il momento opportuno per superarle, data la potenza del motore Ferrari.

Dopo qualifiche che avevano dato indicazioni precise sul potenziale Williams e sulla tenuta di Raikkonen che affiancava il Tedesco sulla linea di partenza, alla fine della prima tornata il compito sembrava già fatto: delle due Williams spariva quella più pericolosa per la classifica del Ferrarista e, tutto sommato, metteva anche a tacere quel Barrichello che si era permesso dichiarazioni velleitarie di vittoria o giù di lì.

Con la giornata torrida di oggi, il pericolo non poteva arrivare dalle Renault che, sempre con la teoria della coperta corta, se avessero spinto alla morte probabilmente non sarebbero arrivate e quindi stiamo ad aspettare che schiattino.

Accade invece che il motorino francese tiene e corre anche veloce, per cui Schumi decide ad un certo punto di operare il colpaccio, dandosi da fare per superare quelle “vetturette” e conquistare gli otto punti del secondo posto ad ammazzare praticamente il Campionato.

Ma, forse per la legge dei grandi numeri che dispensa fortune e sfortune in pari misura, o, se vogliamo analizzare la cosa sotto un profilo più tecnico, per le coperture al limite ( due soli pit stop per il Ferrarista ) e per la tirata fuori pista in tutta accelerazione a superare Trulli, accade il fattaccio: la gomma va in tilt e malinconicamente Schumacher vede sfilare un bel numero di vetture prima di rientrare ai box.

Alla fine si consola con la settima piazza che gli frutta comunque due punti, buoni per lui soprattutto alla luce dello stop dei più diretti concorrenti al titolo, come già accennato.

E McLaren cosa combina ? Raikkonen, non eccezionale nelle prove, parte benissimo e, se non vi fosse stata la stretta di Ralf Schumacher ad innescare la carambola descritta, avrebbe sicuramente preso la scia di Montoya e con ogni probabilità avrebbe conquistato il secondo posto che, alla luce dei fatti, valeva la testa della classifica a 70 punti, dato che, in tal caso, il Tedesco sarebbe sceso dal settimo all’ottavo posto.

Ma questa è “fantagara” e quindi riveste le caratteristiche di conversazione da”Bar dello Sport”, anche se sul piano tecnico è indicativa per esprimere il potenziale attuale McLaren assolutamente competitiva con Ferrari, anzi, ma che invece nulla può contro Williams.

A proposito del quale Team, oltre allo strapotere dimostrato da Montoya che si permette un pit stop aggiuntivo ed oltre un minuto di vantaggio su Coulthard, va anche detto che è pronto un ulteriore pacchetto d’avanzamento per L’Ungheria, sì da pensare che Montoya, se ben assecondato ( e come potrebbe essere altrimenti, vista anche la penalizzazione impartita a Ralf da scontare della prossima prova mondiale ) dalla Squadra, è forse l’unico ad avere ottime possibilità di conquistare un titolo iridato che, allo stato delle cose, sarebbe tecnicamente e sportivamente meritatissimo.

Coulthard naviga sempre quest’anno sulle disgrazie altrui, verso la fine ci mette anche del proprio, ma fino alla capitolazione di Schumi non mi è parso in grado di infastidirlo più di tanto. Consideriamo quindi il suo secondo posto un buon augurio per il Team, ma il giudizio globale che si può stilare sullo Scozzese relativamente al Campionato in corso è sicuramente deficitario, sì da augurarsi veramente che le voci su Montoya siano vere e, fantasia per fantasia, se Kimi non riuscisse a compiere il miracolo, un iride al Colombiano potrebbe riportare in McLaren il mitico N.1 che fu di Hakkinen: ma sto correndo troppo sulle ali del sogno.

Vorrei concludere con una parola d’elogio per Trulli; da parecchie gare buon driver e sfortunato, oggi sul podio senza dover ringraziare nessuno, nemmeno la sorte che gli ha portato quello stato febbrile che rende ancora più da applausi la prestazione, colta in condizioni veramente drammatiche.

Una settimana in più per riflettere e discutere in attesa del “kartodromo ungherese” sperando ancora nel caldo e nelle piste asciutte fino a Suzuka.

Buon Agosto a tutti, da

Fabrizio Pasquali

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