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Tutto McLaren - L'angolo del Professor
2003

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GP di Spagna 2003

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Fine settimana nerissimo per McLaren nella Barcellona del 2003: entrambi i piloti fuori causa senza mai entrare un momento nel novero dei protagonisti di questa competizione; ma vediamone i particolari anche per trarne, ove possibile, degli insegnamenti.

Raikkonen è stato l’unico driver che nelle qualifiche decisive del sabato sia uscito di pista; casualità, tensione da primo della classe, assetto sbagliato della vettura o che altro?

Non possiamo, a distanza e senza uno straccio di prova, propendere per una qualsiasi delle ipotesi e pertanto credo che rimangano tali, ma, azzardandone una, alla luce della dinamica del “come” è avvenuto il “fattaccio”, posso azzardare che Kimi sia partito abbastanza carico di carburante ( in vista di due soli pit stop potenziali nel G.P. ) ed invece piuttosto scarico di ala per cercare un tempo decoroso. Infatti non si è trovato con i freni alla chicane, come se, con basso carico alare e peso considerevole a bordo, non avesse quel freno ( una volta era il freno motore, ora invece è quello aerodinamico, derivante da tutti gli elementi atti a creare deportanza ), necessari per arrivare alla velocità giusta in quel punto.

Per quanto riguarda invece la gara, non mi pare imputabile di nulla data la rapidità del fatto: scarto di chi lo precedeva allo start ed inevitabile tamponamento di chi invece non era partito: col “launch control” in funzione ( ma probabilmente anche senza quello ) il pilota non poteva in pratica far altro.

Ben diverso il comportamento di Coulthard: su Trulli non lo vedrei particolarmente colpevole in quanto già in linea di curva ( semmai è il muso dell’Italiano ad essere puntato verso l’esterno ) e comunque resta sempre una banale incidente da traffico, su quello definitivo mi pare che David abbia invece delle responsabilità anche se la sua vettura sicuramente era rimasta danneggiata dal precedente contatto.

Vorrei però soffermare la vostra attenzione su un fatto squisitamente tecnico, anche se non caratteristico di McLaren, e che la dice lunga su quanto possano variare da un anno all’altro certi parametri, anche i più sicuri. Ricordo che a Monza 2000 partecipai ad una cena con alcuni specialisti della F.1 ed uno di loro mi aggiornava sulla Minardi, dicendomi, in sintesi, che il telaio poteva essere all’altezza della media, ma al motore mancavano un centinaio di cavalli e quindi……

Oggi la situazione in fatto di cavalleria viene pagata con pari divario dalla Renault rispetto a Williams ( sicuramente ) e forse anche alla nuova Ferrari 2003-GA, ma vediamo quanto la vettura condotta da Alonso sia comunque competitiva ( e lo aveva dimostrato in prova anche quella di Trulli ). D’altra parte, se, come dice qualcuno, la Ferrari è quella di Barrichello, dato che Schumacher è un valore aggiunto, ( poi sta a vedere se è eccezionale il Tedesco o se invece è mediocre il Brasiliano ), sicuramente oggi Renault ha dimostrato di valere ben oltre Williams e di competere alla pari con Ferrari, malgrado tale deficit in fatto di potenza.

Come controprova, crediamo che il problema di Williams dipenda soprattutto dalla difficoltà di trasferire tutta la potenza in modo corretto e funzionale alla gara, mentre Ferrari è facile da guidare proprio per la opposta situazione. Non ne farei invece una questione di pneumatici dato che sia Williams che Renault montano Michelin.

Con tali premesse, considerata la tradizione telaistica delle inglesi e di McLaren in particolare, attendiamo con impazienza il debutto della nuova vettura, sperando che “fasci il terreno”, in altre parole che si adatti allo stesso come ai tempi di Hakkinen iridato, quando Mika guidava un mezzo che, anche se incidentato, riusciva a salire sul podio.

Non mi pare comunque che, bella sorpresa di Renault a parte, la “restante comitiva” abbia compiuto significativi passi in avanti, dato che praticamente chi è rimasto fuori dal podio è anche stato doppiato, dimostrando, pur in un circuito ove è difficile superare, che le vetture competitive sono sempre troppo poche per dare quello spettacolo che la F.1 storicamente merita da sempre.

Alla luce della Spagna è da augurarsi che, oltre naturalmente a McLaren, anche Williams sappia rimediare a questo suo gap telaistico che la penalizza oltre la caratura del Team di chiara tradizione inglese e quindi particolarmente versato alla fluidodinamica.

Attendiamo comunque un pronto riscatto dei colori argentati, mentre, come sempre, saluto i graditi lettori con viva simpatia.

Fabrizio Pasquali

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