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2019

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GP di Spagna 2019

Come era facile prevedere, anche in Ispagna la coppia Mercedes ha stradominato, malgrado gli avversari abbiano tentato ogni strategia per provare un “colpaccio”.

Ma la F.1, con tutte le stranezze del caso, rimane comunque un giocattolo costosissimo sempre legato a caratteristiche tecnologiche in cui la potenza e la tenuta di strada, oltre naturalmente all’affidabilità del tutto, rimangono punti assiomatici per conquistare le vittorie.

Dalle ruote scoperte ( tali da costituire un gap aerodinamico gigantesco ) a tutti i tentativi per ovviare l’incongruenza di questi mostri potenti, leggeri ed instabili (nessun veicolo stradale assommerebbe tante e tali controindicazioni costruttive) su ogni circuito, sin dagli anni ’50 girano per il mondo le “vetturette” ( come sin dall’inizio denominate) guidate da giovani dal fisico capace di sostenere uno stress indicibile per la gratificazione di folle plaudenti o fischianti…..

Tornando ad oggi, dopo una partenza arrembante in cui Hamilton ha dettato la legge del più forte, la gara si è svolta secondo copione, con la non più eccezionale terza posizione di Verstappen a soffiare il podio a Ferrari.

Dal punto di vista tecnico si è dimostrato un fallimento del Pirelli bianco che, secondo alcuni, avrebbe risparmiato il secondo pit stop: niente di più inesatto a riprova che la mescola rossa e gialla sono le due sole praticabili per ottenere il meglio dalle vetture.

La safety car ha ricompattato tutti e quindi ridotto i distacchi, ma nulla ha influito sul risultato finale.

Nota di colore: la battuta di Ricciardo che prometteva una sua vittoria a Montecarlo qualora oggi fosse andato a punti, rimane spiritosa e nulla più, dato che il pur ottimo Daniel oggi ha conquistato un bel nulla.

Arrivederci in Riviera tra due settimane, dal Vostro,

Fabrizio Pasquali

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“ Quei temerari a ruote scoperte “ - ( Formula Uno in pillole )