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2019

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GP di Francia 2019

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“Di Provenza il mare il suol...” rammentava nella Traviata Germont Padre allo scapestrato figlio Alfredo e…proprio l’altra sera all’Arena di Verona, ed oggi in tale “suol” si è rappresentata, quasi ve ne fosse stato bisogno dopo i fattacci di Montreal, la conferma dello strapotere Mercedes a stracciare Ferrari ed altri, con il solo Leclerc a tenere alto l’onore della Rossa alla faccia del suo capo Vettel staccatissimo all’arrivo.

D’altra parte, su circuiti finalmente d’alto valore tecnico e riscritti assolutamente per tale Formula automobilistica, sono risaltati i veri valori tecnici sia per le vetture che per i piloti: Lewis è il migliore sulla monoposto migliore! (Tutto il resto è poesia, soleva dire un caro amico ingegnere di valore).

Ferrari lotta per la seconda piazza, ma Red Bull non consente errori a confermare quanto emerso all’inizio della stagione agonistica e, verosimilmente, senza ulteriori sorprese nella seconda parte della stessa.

Piace invece rivedere McLaren in ascesa, finalmente in grado di non essere doppiata almeno per la sua prima guida, ma questo fa pensare ad una scalata futura, certamente non a miracoli stagionali.

Oggi le tecnologie sono particolarmente complesse e tali vetture sono frutto di studi teorici e pratici lunghi e costosi: le forme vengono studiate millimetricamente, la propulsione ibrida, con tanta elettrotecnica ed elettronica da impressionare, prevede una mastodontica e costosissima preparazione di base, tanto da stupire per quanto si riesca (o meno…) ottenere.

La potenza è sì importante, ma, per poterla trasformare in moto utile il passo è lungo: si può costruire un motore con più cavalli, ma la vettura rischia di decollare e quindi va tenuta al suolo con l’aerodinamica che, attenzione, non è solo nelle ali, ma nella completa concezione progettuale.

La storia della coperta corta si ripete all’infinito: puoi essere velocissimo in rettilineo scaricando la vettura, ma non in grado con la stessa di tenerla in curva alla velocità performante per vincere e consumare gli pneumatici nel modo corretto.

Ingegneri di tutto il mondo unitevi alla caccia di un progetto in grado di superare Mercedes, ma con chi alle spalle?

Arrivederci tra una sola settimana in Austria in quello Spielberg di tristemente famosa memoria, ma quello era l’inizio del Risorgimento Italiano.

Il vostro Fabrizio Pasquali

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