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2019

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GP d'Austria 2019

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Dopo un inizio che ricordava “I tre moschettieri” diretti da Lester nel’74, quando venti nemici saltavano giù da un albero e nessuno riusciva a centrare D’Artagnan, dove Verstappen riusciva a non partire pur essendo in prima fila, il ragazzino olandese si scatenava in una frenetica gara di rincorsa andando meritatamente a vincere su un ottimo Leclerc, protagonista, questi, di una condotta entusiasmante.

Le Mercedes bollite, con entrambi i piloti, Vettel, con una condotta anonima ed incolore, lasciavano i due giovani a battersi tra loro con intermezzi interessanti assieme ad altri piloti emergenti, tra cui Lando Norris che sta dando a McLaren qualche soddisfazione e possibilità di ripresa.

Il circuito dello Spielberg, tutto saliscendi, favoriva vetture agili, pertanto le prestazioni odierne sono da rivedere su altri percorsi al fine di poter confermare o meno le nuove impressioni, resta per altro il fatto che i giovani emergenti sembrano all’altezza della F.1 rendendo la stessa più combattuta e divertente rispetto a ciò che ci ha presentato in un recente passato.

Le alte temperature non hanno certo favorito Mercedes che, potenzialmente la più forte e potente, non è riuscita a mantenere i propulsori nei limiti termici di regime, mentre l’ottima asfaltatura e le buone mescole Pirelli hanno dimostrato valide performances (si veda Ricciardo) così da pareggiare i conti dei pit stop tra i vari team.

Ancora da slapstick il pit stop di Vettel, con venti meccanici a precipitarsi sul pilota e nessuno con le gomme in mano ( Ferrari…sveglia ! ), mentre entusiasmante il colore “orange” presente ovunque ad incoraggiare e festeggiare il beniamino Verstappen, vero tripudio di folla a tratti addirittura commovente.

Una menzione al “vecchio” Raikkonen ed al ragazzino Giovinazzi per aver dimostrato che Alfa Romeo può vantarsi di avere una vettura da F.1.

Tra due settimane a Silverstone andremo a verificare le impressioni odierne.

Nel frattempo, buone vacanze a tutti, dal vostro,

Fabrizio Pasquali

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