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mp4-18 Story

Già durante la stagione 2002, sin dal mese di maggio (quindi a campionato appena iniziato) si è cominciato a parlare della rivoluzionaria arma della McLaren per tornare ai fasti gloriosi che le competono: la mp4-18.

Questa monoposto è già tanto temuta prima ancora dell’effettivo esordio in Campionato, quanto misteriosa ed accattivante per ciò che potrebbe rappresentare e molto più per quanto si fa attendere per il debutto… proprio come compete ad una “primadonna” di rango.

La storia della /18 ha quindi radici profonde che si nascondono nelle strategie più ad ampio raggio del colosso McLaren e non sempre si è riusciti a comprenderne a fondo i segreti, le motivazioni e gli sviluppi che l’attendono.

L’anno scorso di questi tempi, lo staff McLaren si apprestò a mettere su carta le basi della monoposto per il Mondiale 2003: i deludenti risultati a cui andò incontro la mp4-17 e il gap manifestatosi in pista nei confronti della Ferrari, portarono il team McLaren alla volontà di realizzare un grosso passo in avanti dal punto di vista dell’engineering a completamento ed integrazione dell’eccezionale sforzo per dotarsi di una nuova factory: la innovativa Paragon.

Tra le mosse principali un consistente rafforzamento dello staff tecnico, acquisendo dalla Arrows il tecnico Coughlan, dalla Ferrari il cambista Sutton e dalla BMW il motorista Laurenz, ovvero quanto di meglio disponibile sul mercato. A questi si è aggiunto un rafforzato ruolo di Newey nella direzione tecnica in qualità di supervisore generale.

Per ripercorrere la genealogia della /18 è necessario tornare un po’ indietro nel tempo. Già nel 2000, la McLaren si trovò ad inseguire in Campionato una rinata Ferrari (complice tra l’altro il divieto dell’uso del berillio nella costruzione dei motori che ha influito sensibilmente nelle prestazioni del Mercedes). Adrian Newey, sempre più pressato nella ricerca di prestazioni che potessero in qualche modo bilanciare la mancanza di potenza motrice ed alquanto demotivato (voleva passare alla Jaguar) tenta la strada imboccata dalla Ferrari nello sviluppo aerodinamico. Newey, ma anche il capo progettista Oatley, si trovano ad adottare per la prima volta soluzioni come gli scarichi alti, un muso alto, motori a V larghe ed altre soluzioni innovative introdotte per la prima volta dalla Ferrari.

Tutto questo porta però una estremizzazione progettuale per bilanciare la minore potenza; nate dall’esigenza e non dal cuore di un progettista, le McLaren palesano vari problemi che hanno limitato le ambizioni della squadra inglese e portato a risultati deludenti tanto da peggiorare il confronto col vertice. Da considerare inoltre le complicazioni dovute al cambio del fornitore dei pneumatici: la Michelin

A fine 2002 il nuovo gruppo tecnico si rese ben presto conto che il nuovo progetto stava nascendo sulla falsariga dei precedenti e che non poteva consentire quel grosso passo che gli avrebbe permesso di stare davanti alla Ferrari ed alla sopraggiunta Williams. Era necessario compiere uno sforzo ancora maggiore; che s’incentrasse su una nuova filosofia concettuale e su una avanzata tecnologia applicata per poter integrare i nuovi concetti aerodinamici e la modalità costruttive ad ogni componente. Solo questo avrebbe permesso il necessario salto in avanti per il ritorno ai massimi livelli di competitività.

La McLaren mp4-18 nasce appunto da questa esigenza: si “resetta il sistema” e si ricomincia a progettare daccapo una nuova monoposto applicando quanto possibile lo “stato dell’arte” dell’aerodinamica e dei sistemi costruttivi ispirandosi soprattutto dall’industria aeronautica. Altro fattore essenziale è stata la pesante restrizione dell’elettronica introdotta dalla Federazione con entrata in vigore dal GP d’Inghilterra 2003. A fine febbraio la FIA da una proroga di un anno sull’elettronica e la McLaren è costretta a tornare al lavoro per riadattare la mp4-18.

Finalmente a maggio nasce! Dopo un accurato progetto e lunghissimi test in fabbrica, il 25 maggio appare per la prima volta la “nuova McLaren” sul circuito Castellet. Tuttavia la mp4-18 che scende in pista però non è del tutto quella disegnata dai tecnici, ovvero monta un cambio derivato dalla mp4-17D e non quello rivoluzionario a doppia frizione e con scatola in carbonio inizialmente previsto per questo modello. La monoposto “incompleta” e “provvisoria” viene individuata in seno alla McLaren con la sigla mp4-18X (X per Sperimentale).

Nonostante questa vettura sia stata disegnata da più mani (ovvero da uno staff tecnico composto da più ingegner), Newey la definisce “una sua creatura” ancora più di molti modelli precedenti progettati realmente solo da lui. E’ il segno che il famoso D.T. sente la /18 come un punto di riferimento per la sua stessa carriera, come una significativa svolta sul modo di concepire e realizzare una moderna F1… quale effettivamente è.

Newey ha creato una monoposto che in ogni sua parte evidenzia una ricerca esasperata del dettaglio e soluzioni innovative per razionalizzare ogni settore riducendo nel contempo gli ingombri e accentrando al meglio le masse.

Esteticamente si presenta con un muso basso e stretto stile “formichiere”, telaio a doppia chiglia con attacco sdoppiato per la sospensione anteriore, e un complesso apparato di deviatori di flusso. Nella parte posteriore non si può non notare l’estrema cura aerodinamica e soprattutto la scelta della soluzione con gli scarichi bassi, di cui il tecnico di Woking ne è rimasto il principale (e ultimo) fautore e profondo conoscitore di questa delicata soluzione che ottimizza l’aerodinamica inferiore (vedi la mp4-13 del 1998) nella zona dell’estrattore posteriore. Quest’ultima particolarità è stata in parte rigettata durante alcune sessioni di collaudo con l’inserimento di scarichi alti in corso di valutazione. Davvero interessanti la ali anteriori e posteriore che sono state studiate grazie ad una innovativa filosofia progettuale.

Cercando di spiegarlo in poche parole, lo studio aerodinamico ha cercato di assecondare al meglio i flussi aerodinamici che interessano la monoposto adattando i profili alari alle pressioni aerodinamiche e le zone di flusso ideali. E non viceversa.

Questo gioco di parole in realtà nasconde un nuovo approccio progettuale e un cambiamento molto profondo di concepire e di lavorare in questo settore. E i risultati, in ogni caso, si fanno vedere!

Durante i primissimi test, purtroppo, si sono evidenziati diversi piccoli problemi come il riscaldamento di alcune componenti vicino agli scarichi e altri problemi di gioventù, di per se poco preoccupanti e “rapidamente” risolti.

Il perché ho scritto “rapidamente” tra virgolette sta nel fatto che a Mondiale iniziato i test privati si possono svolgere soltanto nelle settimane che non contengono un GP, ovvero quasi a settimane alterne. Spesso capita quindi che un elemento bisognoso di affinamento può essere collaudato nuovamente dopo solo una decina di giorni, provocando un sensibile allungamento dei tempi di sviluppo.

Crash Test

Lo sviluppo della mp4-18 è stato caratterizzato anche da problemi nel superamento del crash test laterale.

Con questo progetto la McLaren vuole estremizzare sia i pesi che le misure della monoposto.  A tal proposito, Newey ad ogni nuovo test non superato, visto il non imminente debutto di questo modello per altre cause, ha perseguito il raggiungimento dei parametri minimi richiesti dal test operando sulla costruzione e sui materiali del telaio e non semplicemente aggiungendo pelli di Carbonio, quindi peso.

Questa ricerca è costata tempo e diverse prove di crash test, ma alla fine non si è modificato l'equilibrio meccanico ed aerodinamico che si è ottenuto.

Proprio nella settimana prima del GP d’Inghilterra, in una serie di test importantissima perché l’ultima prima della forzata pausa estiva, si apprende dai media che la mp4-18 ha girato con tempi record (era in pista anche la Ferrari) pur senza riuscire a completare la simulazione di un GP. Adesso spetta ai tecnici della McLaren valutare le risultanze accumulate in merito la sua affidabilità nell’arco di una intera corsa, per portarla finalmente al debutto in campionato.

Affidabilità! Parola che più degli altri anni è la chiave di lettura per un Mondiale vincente. Nell’assegnazione dei punti, la ridotta differenza tra un piazzamento e l’altro, impone soprattutto di perdere meno punti possibili, quindi la nuova monoposto dovrà scendere in pista solo quando sarà, oltre che più veloce della precedente, anche realmente affidabile. E sulla reale data di esordio il team mantiene un riserbo eccezionale nonostante le pressioni di stampa, sponsors e addetti ai lavori.

Mercedes - Ilmor

Dopo tanti test, i problemi legati allo smaltimento termico del pacchetto radiatori - motore è stato risolto. L'unico problema che non ha trovato per il momento soluzione ed ha determinato in modo consistente il rinvio del debutto di questo modello, è stato una presenza di vibrazioni del nuovo motore Fo110P che innesca rotture nel gruppo cambio-trasmissione.

Forse per tale "incertezza" la Mercedes ha preso la decisione di spostare nuovamente tutta la responsabilità dei progetti dei motori alla Ilmor e non più come in questi due ultimi anni tra la sede inglese e quella tedesca.

Gran vocìo c’è stato in questo ultimo mese per la notizia che entro fine anno scenderà in pista anche la mp4-19. Tale notizia fa pensare alla mp4-18 come una vettura destinata ad avere una brevissima carriera!

Cos’è una nuova monoposto? Come mai la /18 non è già buona ed è stata scartata? La McLaren sta sviluppando due nuovi modelli in contemporanea oltre alla vecchia mp4-17D?

Niente di tutto questo! La mp4-19 non è altro che la mp4-18 con il cambio in carbonio ed normali aggiornamenti aerodinamici e meccanici; un normale sviluppo tecnico come capita in ogni top team della F1. Anzi, forse la /18 si può considerare un “esercizio” tecnico in vista della vettura definitiva.

La “mp4-18 story” un giorno finirà e, vista la sua bellezza e la tecnica avanzata utilizzata, speriamo che lascerà il ricordo di tanti successi e di aver segnato l’inizio di una nuova filosofia costruttiva di monoposto di Formula 1.

D’altra parte c’è da ricordare che nella sua storia la McLaren si è spesso distinta per monoposto rivoluzionarie e vincenti che tuttavia si sono fatte attendere al debutto: la M7, la M23, la MP4, la mp4/4, la MP4/7

18 luglio 2003

Luca Tuzzolo

Paolo Baldinotti by www.GPX.it